TULIPANI STRAPPATI

“E scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza.
Ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morire.”
Quando qualcuno decise di colorare il mondo con i sentimenti fece, credo, un disastroso capolavoro.
Siamo pittori della nostra vita e tal volta, senza accorgercene usiamo colori troppi cupi, colori tristi, cattivi.. colori che non dovrebbero proprio appartenerci, d’altronde come desiderare le tenebre in paradiso?
Secondo un mio banale parere tutte le decisioni che prendiamo sono mosse dal desiderio di felicità e da un senso di insoddisfazione, vogliamo sempre di più; nulla ci basta.
Se mi fermassi ad osservare i vostri quadri noterei che come nei miei non c’è prevalenza di colori luminosi, eccetto quelli dei bambini, in alcuni però non si riesce a cogliere nemmeno una delicata pennellata, parliamo di tutte quelle persone, se tali si possono definire, che hanno deciso di colorare il proprio quadro con un sentimento così lontano dal cuore di un bambino. Queste semplici parole le dedico a coloro che hanno deciso di versare vernice di violenza, che hanno deciso che la vita del prossimo doveva finire, che l’altro doveva uscire da una malinconica scena teatrale.

Oggi è il 25 novembre, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Oggi voglio e vogliamo ricordare tutte le donne derise, sminuite, criticate, deprezzate, colpite, prese a schiaffi, a pugni, a calci, percosse, violentate, abusate, stuprate, brutalizzate, deformate, maltrattate e spogliate di ogni singolo diritto umano. Perché dover abusare di un’altra persona? Perché utilizzare la nostra mente in maniera malata, perché non far circolare dentro di noi esclusivamente pensieri d’amore, è tanto difficile conciliare due menti, perché arrivare a strappare un fiore con così tanta violenza?

Molte volte rifletto sul perché creare delle ricorrenze, delle date da dover ricordare necessariamente, pensando banalmente che ricordandole ogni anno queste arrivino a perdere di importanza. Non possiamo svegliarci e passare un altro 25 novembre solamente provando sofferenza per tutte le donne che hanno subito violenza o generalizzando per chiunque abbia vissuto situazione di cotanta tristezza. Dobbiamo imparare anno dopo anno a come gestire le nostri emozioni per non lasciarci travolgere da queste. Dobbiamo imparare che la nostra insoddisfazione personale non deve ledere l’altro. Dobbiamo imparare ad amarci e sentirci abbastanza per noi stessi così da non far sentire una nullità le persone che ci amano veramente. Dobbiamo capire che la nostra libertà finisce dove inizia quella del prossimo ma lo dobbiamo capire veramente senza trasformare questa frase nel solito cliché ed infine dobbiamo conoscere l’enorme peso di quella che definiamo fuggevole, tremante, magnifica vita perché solo in questo modo possiamo riscattare tutte le DONNE che come tulipani sono state strappate alla vita.

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2 pensieri riguardo “TULIPANI STRAPPATI

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